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Le recensioni che hanno salvato (o distrutto) un brand: casi studio italiani

Introduzione: la forza (e il pericolo) delle recensioni online

Viviamo in un’epoca in cui la reputazione di un brand può cambiare in poche ore. Tutto ciò che serve è una manciata di recensioni – autentiche o meno – scritte da clienti soddisfatti o furiosi. Nel contesto italiano, questo fenomeno ha avuto effetti particolarmente rilevanti su aziende locali, artigiani, ristoranti e persino grandi marchi. Le recensioni online possono salvare un brand portandolo alla ribalta nazionale, oppure distruggerlo, innescando crisi reputazionali da cui è difficile riprendersi.

Le piattaforme più influenti sono Google My Business, TripAdvisor, Trustpilot, Facebook, Amazon, e persino forum di nicchia. Secondo un report di Trustpilot, oltre il 90% dei consumatori legge recensioni online prima di effettuare un acquisto, e l’84% si fida delle recensioni tanto quanto del consiglio di un amico. In Italia, portali come Il Fatto Alimentare, Altroconsumo, e i gruppi social tematici hanno avuto un ruolo centrale nella reputazione di brand di ogni dimensione.

In questo articolo analizzeremo alcuni casi studio italiani che dimostrano il potere devastante – o redentore – delle recensioni. Dalla pasticceria che è rinata dopo una recensione virale, alla catena di ristorazione affondata da polemiche online, fino al brand tecnologico che ha saputo ribaltare una crisi d’immagine. Concluderemo con consigli pratici per gestire al meglio le recensioni, positivamente o negativamente, senza danneggiare la propria immagine.

Le recensioni che hanno salvato o distrutto un brand casi studio italiani
Le recensioni che hanno salvato o distrutto un brand casi studio italiani

Le recensioni che hanno salvato un brand

Il caso di “Pasticceria De Bellis” a Roma

Nel 2018, la Pasticceria De Bellis rischiava di chiudere. Nonostante la qualità indiscussa dei prodotti, il locale soffriva per la concorrenza e una posizione non proprio centrale. Tutto cambiò quando un famoso food blogger romano, Luca Sessa, pubblicò una recensione entusiasta corredata da foto mozzafiato dei loro “maritozzi”. Il post ottenne oltre 12.000 condivisioni su Facebook e fu ripreso da testate come La Repubblica.

Nel giro di una settimana, la pasticceria registrò un aumento del 300% degli ordini, con clienti provenienti da tutta Italia. Le recensioni su Google passarono da 47 a oltre 1.200 nel giro di due mesi, con una media di 4.8 stelle. Il proprietario dichiarò che quella singola recensione “aveva salvato 3 posti di lavoro”.

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Il successo online ha portato anche alla creazione del loro e-commerce, oggi florido, e ha stimolato collaborazioni con chef stellati. Un chiaro esempio di come una recensione virale ben scritta e condivisa possa risollevare le sorti di un’attività tradizionale. [Approfondisci il caso completo in questo articolo dedicato – link da creare].

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Il rilancio di “Caffè Borbone”

Caffè Borbone” è oggi uno dei marchi più noti nel panorama delle cialde e capsule per macchine da caffè. Tuttavia, agli inizi degli anni 2010, il brand faticava a farsi largo nel mercato dominato da Nespresso e Lavazza. Il cambiamento arrivò grazie alle recensioni su Amazon, dove migliaia di utenti hanno iniziato a premiare il gusto “intenso e corposo” del prodotto con valutazioni a 5 stelle.

Nel 2015, un articolo su Il Sole 24 Ore evidenziava come le recensioni online fossero il vero asset competitivo del marchio. Le valutazioni entusiaste hanno dato sicurezza ai nuovi clienti, aumentando esponenzialmente le vendite. Un ottimo esempio di brand italiano che ha trasformato le recensioni in leva di marketing gratuita e potentissima.

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“Molino Rossetto” e l’ondata di recensioni durante la pandemia

Durante il primo lockdown del 2020, Molino Rossetto, azienda veneta specializzata in farine, ha vissuto un’esplosione di popolarità grazie al boom del “pane fatto in casa”. Centinaia di utenti hanno condiviso foto delle proprie creazioni taggando il brand su Instagram e lasciando recensioni positive su siti come Cibo360, Alimentipedia, e Amazon.

L’azienda ha saputo cavalcare l’onda rispondendo ai clienti in modo caloroso e coinvolgente, rafforzando ulteriormente la propria immagine. A oggi, Molino Rossetto è un esempio da manuale di crisi trasformata in opportunità attraverso le recensioni.

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Le recensioni che hanno distrutto un brand

Il disastro di “La Locanda dei Trattori” (Bologna)

“La Locanda dei Trattori” era un ristorante molto apprezzato nella periferia bolognese, fino a quando un cliente influente ha lasciato una recensione durissima su TripAdvisor nel 2019. Il testo, dettagliato e implacabile, evidenziava problemi di igiene, servizio lento e piatti riscaldati. Altri clienti hanno confermato alcuni di questi aspetti, e nel giro di 3 settimane il ristorante ha perso oltre il 60% delle prenotazioni.

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La risposta stizzita del proprietario (“se non vi piace il nostro cibo, mangiate altrove”) ha aggravato la situazione, venendo condivisa con toni sarcastici su Reddit Italia e gruppi Facebook locali.

Nel 2020, il locale ha chiuso. Un caso emblematico di come una cattiva gestione delle recensioni negative possa portare alla rovina, anche per attività storiche. [Approfondimento completo sul caso – link da creare]

“Euronics Mirabella” e il caso della lavatrice

Un altro caso italiano ben documentato riguarda il punto vendita Euronics Mirabella, protagonista nel 2022 di una crisi d’immagine nata su Trustpilot e poi esplosa su Facebook. Una cliente, esasperata da un’assistenza tecnica assente per una lavatrice guasta, ha documentato tutto con foto e video, ricevendo oltre 300.000 visualizzazioni.

Le recensioni negative si sono moltiplicate, e il punto vendita ha subito un tracollo reputazionale. Euronics centrale è intervenuta per limitare i danni, ma il nome “Mirabella” è stato definitivamente rimosso dall’insegna e il personale interamente sostituito. Un esempio eclatante di come una sola recensione, amplificata dai social, possa avere effetti devastanti.

Il boomerang “green” di Acqua Lete

Nel 2023, Acqua Lete ha lanciato una nuova campagna pubblicitaria “green” puntando sulla sostenibilità della propria filiera. Tuttavia, alcuni utenti hanno evidenziato la presenza eccessiva di plastica nelle confezioni, contraddicendo il messaggio green. Le recensioni negative su Trustpilot e il post virale dell’influencer @eco.it hanno costretto il brand a ritirare parte della campagna.

Anche se Lete non è stata distrutta dalla vicenda, la sua reputazione ha subito un duro colpo. Questo dimostra come le recensioni non riguardino solo il prodotto, ma anche i valori e la coerenza del brand.

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Come rispondere alle recensioni (e perché farlo sempre)

La regola d’oro: mai ignorare, mai aggredire

Rispondere alle recensioni, sia positive che negative, è un’opportunità per comunicare il valore e l’umanità del tuo brand. Gli esperti di Forbes Italia e Ninja Marketing consigliano un approccio empatico, trasparente e tempestivo.

Ignorare una recensione negativa può essere visto come disinteresse, mentre una risposta aggressiva rischia di fare più danni del commento originale.

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Strategie vincenti

  • Ringrazia sempre, anche se il commento è negativo.
  • Offri una soluzione (buono sconto, cambio prodotto, contatto diretto).
  • Evita frasi fatte, usa un tono umano e autentico.
  • Se la recensione è falsa, segnala con documentazione chiara alla piattaforma.

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La lezione da imparare

L’algoritmo ricorda (e Google non dimentica)

Tutte le recensioni pubblicate restano online per anni e vengono indicizzate da Google, influenzando il ranking SEO. Una recensione positiva ben strutturata può spingere il tuo sito web nei primi risultati, mentre una valanga di feedback negativi ti spinge nel dimenticatoio digitale.

Gestire le recensioni è quindi una parte integrante della tua strategia digitale, e non può essere lasciata al caso.

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Coinvolgere la community

I brand più intelligenti sanno coinvolgere i clienti soddisfatti per ottenere recensioni spontanee. Un esempio è Coppola Foods, che incentiva i clienti Amazon a lasciare feedback e pubblica ogni mese le recensioni migliori sui propri canali social.

Creare una community di sostenitori può blindare la reputazione del brand anche nei momenti difficili.

Conclusione: la reputazione è un bene fragile (ma gestibile)

Le recensioni possono essere un boomerang o una benedizione. Dalle storie analizzate emerge un quadro chiaro: nessun brand può permettersi di sottovalutarle. Che si tratti di un’attività locale o di un gigante della GDO, la chiave del successo è nella gestione intelligente, rapida e trasparente delle recensioni.

Ogni critica è un’opportunità di miglioramento. Ogni complimento è un patrimonio da valorizzare. Investire in reputation management, creare un team dedicato alla risposta dei feedback e monitorare le piattaforme costantemente è fondamentale per sopravvivere (e prosperare) nel mercato digitale italiano.

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Sonic

Creatore degli articoli di Chat Italiane.

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